CERCA NEL BLOG

Caricamento in corso...

sabato 31 dicembre 2011

Comune frodato, cittadini truffati


Gli amministratori comunali di Presenzano sono asini o fanno i furbi?
In questi giorni me lo chiedo con insistenza mentre cerco di fare un resoconto dei fatti notevoli  del 2011.
Sfoglio il blog a ritroso, post dietro post, da dicembre a gennaio, e questa domanda birichina nasce spontanea: gli amministratori comunali di Presenzano sono imbecilli oppure si comportano da birbanti?
Una domanda spontanea e nello stesso tempo inattesa, in quanto  il senso finale di questi ultimi dodici mesi della nostra storia amministrativa ha una gravità che mi stupisce.
DUE PROCURE DELLA REPUBBLICA IN AZIONE
Oggi finisce un anno ricco di spunti sul versante giudiziario, il Comune è stato “attenzionato” da due Procure della Repubblica, quella di Cassino e quella di Santa Maria Capua Vetere.
 Tutti e  tre i depuratori comunali sono stati sequestrati da parte del nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Caserta su mandato della Procura della Repubblica di Cassino.
Un’altra inchiesta, questa volta della Procura della Repubblica  di Santa Maria Capua Vetere, con prove acquisite dai Nas di Caserta, ha condotto alla richiesta di rinvio a giudizio per Francesco Mottola,  titolare della coop Palmy, l’impresa che gestisce il servizio di mensa scolastica a Presenzano.
QUATTRO ANNI SULLE BARRICATE
Prima di proseguire, permettetemi un breve passaggio auto-celebrativo, anche per festeggiare il quarto anno di attività di “Monte Santa Croce”: solo grazie a questo modesto spazio di resistenza online, le famiglie di Presenzano (le madri e i padri degli studenti presenzanesi ) sono state informate di  questa inchiesta sull’impresa che ha gestito, e  continua a gestire, la mensa scolastica. 
Le famiglie sono state tenute all’oscuro di tutto per quattro mesi. Perché?
NULLA SACCIO, NULLA VIDI, NULLA SENTII
 Gli amministratori comunali, per loro stessa ammissione, non ne sapevano nulla, neanche dopo la notifica degli atti giudiziari (datata 3 agosto 2011 ),  giacché la segretaria comunale ha ritenuto non necessario informare della vicenda il sindaco e gli assessori comunali.
I nostri governanti non si erano accorti di nulla nemmeno per i depuratori: eppure circa un anno prima, io stesso avevo definito “un pisciaturo”, l’impianto di San Felice. Eppure nel dicembre 2010, la stessa minoranza aveva chiesto lumi sulle eccessive spese di manutenzione durante un consiglio comunale che vide la partecipazione del titolare della ditta Idea, al quale la maggioranza concesse il “palcoscenico” per una maldestra esibizione nell’arte della guapperia.
Forse il suono di questi ripetuti campanelli d’allarme è stato troppo flebile per essere udito da orecchie ormai abituate a non sentire, tanto che l’arrivo dei Noe per apporre i sigilli dell’autorità giudiziaria è stato accolto come lo sbarco dei marziani sul pianeta Terra!
PALAZZI DI GOVERNO E AULE DI GIUSTIZIA
Oltre ad essere ignari, gli amministratori comunali hanno sbandierato la loro “innocenza”,   la loro estraneità alla vicenda depuratori sotto il profilo penale. Il Comune è infatti parte lesa.
Ma è sufficiente non  aver ricevuto avvisi di garanzia per essere esenti da colpe? Non credo:  i protagonisti dei Palazzi di governo hanno delle responsabilità anche se non frequentano i Palazzi di giustizia; responsabilità che non si cancellano  per il semplice fatto di non essere stati convocati in un’aula di tribunale.
E il sistema degli appalti pubblici di un’istituzione municipale non può essere coinvolto in ben due inchieste senza che ci sia perlomeno  un concorso di colpe nella catena di comando, sia politica che gestionale.
In questo concorso di colpe, bisogna ricercare la quota di responsabilità da attribuire agli attuali organi di governo, anche perché l’immagine dell’ente locale ne risulta compromessa, senza considerare i danni ambientali (l’accusa per la ditta Iovino è di non aver smaltito i fanghi) ed economici per la mensa scolastica (Mottola è sotto inchiesta per frode nelle pubbliche forniture).
DIECI DOMANDE PER LA CASTA LOCALE
Già immagino il giudizio che sarà riservato a queste mie considerazioni conclusive: noi  oppositori siamo comunemente descritti come persone che alimentano la cultura del sospetto e usano le denunce a scopo politico.
Cari lettori, devo confessare che io mi ritrovo pienamente in queste definizioni  che la casta esprime attraverso le formule vuote del politichese.
Pertanto ho deciso di vestire i panni del pubblico ministero e sottoporre la casta locale ad un severo interrogatorio politico. Le domande saranno dieci e sono le seguenti:  

1.        Quali comportamenti “virtuosi” l’amministrazione comunale di Presenzano ha messo in campo per scongiurare le frodi?
2.        Gli uffici preposti hanno esercitato la loro funzione di controllo?
3.        E se non lo hanno fatto lasciando accadere quello che è accaduto (sempre secondo le accuse delle due Procure), perché i rappresentanti delle istituzioni lo hanno consentito?
4.        Perché il sindaco e gli assessori delegati non hanno censurato i ritardi nei controlli, biasimato le negligenze, rimosso le incompetenze manifeste?
5.        Il sindaco e gli assessori di cosa si sono occupati in questi dodici mesi?
6.        Hanno visto, non hanno visto oppure hanno fatto finta di non vedere?
7.        Perché non hanno visto anche quando alcuni di questi problemi, come i depuratori, sono stati segnalati dai consiglieri di minoranza?
8.        Se sono vittime della Palmy e di Iovino, perché non si costituiscono parte civile, anche per evitare che la Corte dei Conti apra una procedura per danno all’Erario?
9.        Quali sono le relazioni  tra apparato burocratico, organi politici ed imprese?
10.    E’ vero che la segreteria comunale non ha informato il sindaco sulla richiesta di rinvio di giudizio per titolare della Palmy?

LE VERITA’ NASCOSTE 
So bene che queste domande non troveranno mai l’attenzione dell’amministrazione comunale e quindi non mi attendo repliche né ufficiali  né ufficiose. Saranno delle domande senza risposte, ma non per questo meno efficaci. Anzi, la loro forza consiste proprio nel fatto che ci sia qualcosa senza una spiegazione convincente. 
D’altra parte non è così difficile  perseverare nell’arte della reticenza e dell’omertà in queste nostre piccola comunità: le istituzioni non danno conto del loro operato anche perché i cittadini non sono abituati a chiederne conto. Tutto cade nel dimenticatoio, nella chiacchiera che confonde i torti e le ragioni fino al prossimo appuntamento elettorale, poiché la politica si fa con la calcolatrice e i cittadini sono delle cabine elettorali ambulanti.
Non sono certo spiegazioni plausibili quelle che d’abitudine forniscono i massimi rappresentanti delle istituzioni locali, i quali  gonfiano  il petto per i pochi risultati positivi – spesso ottenuti grazie ad una buona dose di fortuna e di opportunismo -,  mentre  fanno spallucce ogni qualvolta dovrebbero dare i dovuti chiarimenti al popolo degli amministrati.
I massimi rappresentanti delle istituzioni locali vorrebbero far credere al popolo presenzanese che qui siamo a Roma; e che nell’amministrazione quotidiana di una di così grande ed importante municipalità, pur volendolo, non si può tenere sotto controllo tutto quello che avviene negli uffici ed essere informati sui comportamenti non virtuosi delle imprese affidatarie di appalti pubblici.
Il problema è che qui non siamo a Roma, siamo a Presenzano. E presso la residenza municipale del paese con i soldi dell’Enel, ci sono quattro ufficetti e un sindaco pensionato ed accentratore presente 24 ore su 24; ci sono consiglieri comunali pensionati ed assessori semi-pensionati che stazionano perennemente nella stanze del palazzo di governo locale, andando a ficcare il naso anche, e in particolar modo, dove non dovrebbero: e ci sono pure altri personaggi reclutati di recente che non si capisce a che titolo e con quale compito siedano dietro scrivanie e computer in dotazione all’ente locale.
Insomma, se tutte queste persone che da circa quindici anni passano la maggior parte della giornata in Comune non hanno il minimo sentore di quello che accade ai danni del Palazzo,  soltanto due possono essere le spiegazioni: l’asineria oppure la furberia.
COGITO ERGO SUM
Siamo così ritornati alla domanda iniziale: gli amministratori comunali di Presenzano sono asini o fanno i furbi?
Io sono fermamente convinto dell’esistenza degli imbecilli. Sono pure arciconvinto che non pochi a Presenzano meriterebbero questo appellativo.
Però non credo all’esistenza degli sciocchi in politica; anzi, più si utilizza il criterio della stupidità per interpretare le azioni dei potenti, più ci si allontana dalla comprensione della reale sostanza del potere.
Queste mie ferme convinzioni personali mi porterebbero a dare una risposta ben precisa al quesito iniziale. Ma non lo farò, convinto come sono che saprete trovare la risposta esatta facendo buon uso della vostra intelligenza. Io voglio aggiungere solo un’ultima cosa: se gli amministratori comunali sono asini, non possono stare dove stanno; se fanno i furbi, invece, non solo non possono stare dove stanno, ma dovrebbero stare da qualche altra parte…
Cari onorevoli, ministri e sottosegretari,
siamo così giunti alla conclusione di questo ultimo post dell’anno. Vi saluto affettuosamente, augurandovi, anche per il 2012, di essere sempre liberi di pensare e… di rispondere. 

0 sfoghi:

 
Template design by Amanda @ Blogger Buster