Piana di Presenzano, quando l'Enel affidò i lavori a Giovanni Malinconico
Dieci anni fa l'imprenditore di Ailano, arrestato per collusione con il clan dei Casalesi, vinse la gara per la rete idrica e fognaria. Poi l'azienda lo accusò di aver utilizzato materiali scadenti.
Ieri l’altro l’operazione dei carabinieri del nucleo investigativo di Caserta che ha portato all’arresto di nove persone ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione camorristica, estorsione, turbativa delle operazioni di voto mediante violenza e minaccia, corruzione, impiego di denaro di provenienza illecita e ricettazione, reati tutti aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei casalesi. Tra gli arrestati l’ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi (attualmente consigliere regionale della Campania), gli imprenditori Pasquale e Giuseppe Mastrominico di San Cipriano d'Aversa, già coinvolti nell’inchiesta sugli appalti G8 dell’Aquila, Vincenzo Caiazzo, Nicola Caiazzo (ex consigliere comunale) e Giovanni Malinconico di Ailano . Secondo quanto si legge nell'ordinanza, Malinconico è accusato di essersi accordato in modo particolare con i reggenti del clan Iovine, nell’ambito della più ampia organizzazione criminale del clan dei casalesi, ricevendo appoggio costante per l’assegnazione di appalti e commesse pubbliche, con meccanismi di alterazione delle gare, e “dimostrando all’intera cittadinanza dei territori sottoposti alla loro influenza ed ai clan avversari, il controllo degli organi istituzionali locali e del settore economico degli appalti pubblici.”
La notizia dell’arresto di Malinconico non poteva passare inosservata a Presenzano, dove l’imprenditore ha realizzato uno degli interventi infrastrutturali più importanti e chiacchierati degli ultimi decenni: la rete idrica e fognaria nella piana di Presenzano.
Dieci anni fa, infatti, l’impresa Giovanni Malinconico, in qualità di mandataria di associazione temporanea di imprese, vinse l’appalto indetto dal Enel Hydro Ingegneria e Costruzioni di Torino. Lavori che rientravano in un accordo sottoscritto nel 1997 tra l’Enel e l’attuale sindaco Enzo D’Errico.
L’aggiudicazione dell’appalto da parte di Malinconico e l’avvio dei lavori, quindi, ebbe anche una notevole risonanza politica: il sindaco D’Errico esultò con un manifesto dal titolo “Chi semina...raccoglie”, perché era stato mantenuto un impegno con i cittadini contro “il feroce ostruzionismo di alcuni, attuato persino con denunce alla magistratura.”
Meno trionfale fu, però, il percorso del cantiere Maliconico nella piana di Presenzano e lungo la Provinciale, il cui degrado causato proprio dagli scavi e dagli attraversamenti, provocò un contenzioso tra Enel Power e l’impresa Malinconico, che fu accusata di aver usato materiali scadenti e non il misto cementato come previsto dal capitolato d’appalto.
La stressa impresa fu costretta successivamente ad un ulteriore intervento sulla rete fognaria che non funzionava correttamente per il mancato rispetto delle quote.
A circa dieci anni della chiusura di quel cantiere tanto chiacchierato, è arrivato l’arresto di Giovanni Maliconico, ritenuto organico al clan dei Casalesi.
All’imprenditore di Ailano sono stati ovviamente sequestrati anche i conti correnti bancari, grazie ai quali la magistratura potrà ricostruire il flusso di denaro per la realizzazione di opere in provincia di Caserta nell’ultimo decennio.














5 sfoghi:
A parte che non sono stati sequestrati nè conto correnti nè altro all'impresa malinconico...ma st'appalto dell'Enel che cazzo c'entra mò ?? dove cacchio state a tirà fuori stà storia dei materiali scadenti...?? il misto cementato ???? Ignorantone di un giornalista .devi sapere che tra le prescrizioni OBBLIGATORIE della provincia sulle condotte realizzate in sede stradale c'è qullo dell'utilizzo ESCLUSIVO di tale materiale ! E se proprio devi informnarti..informati bene, perchè l'Enel per il suo progetto schifezza ha dovuto riconoscere dei danni alla Malinconico !
Ecco il resoconto di un incontro che si tenne presso il comune di Presenzano il 12/05/2004, presenti il sindaco ed il tecnico comunale, i responsabili tecnici di ENELPOWER, di ENELGEM e della Provincia. Cominciamo per ordine e vediamo cosa dichiarò il rappresentante tecnico di ENELPOWER, utilizzando i risultati sorprendenti di un suo accertamento tecnico preventivo. “In seguito alle analisi sui materiali utilizzati dall’impresa – si legge nel resoconto – per la esecuzione dei lavori, il misto cementato che doveva essere utilizzato nel riempimento degli scavi si presentava in forma incoerente tanto che i campioni per la esecuzione dei saggi sono stati prelevati utilizzando le mani o al massimo la cazzuola”. Passiamo ora alle dichiarazioni degli amministratori: “Il Comune evidenzia il particolare stato di degrado raggiunto dalla strada e rappresentato principalmente dagli infossamenti verificati, dal rialzo della maggior parte dei tombini, dalla usura delle guarnizioni e quindi dalla particolare rumorosità al passaggio dei veicoli su detti tombini, dal particolare stato di degrado del manto bituminoso nella adiacenza del tombino e dai significativi scivolamenti verificatisi lungo alcuni punti della strada.”
ma mi faccia il piacere sig. Bocchino ! guardi altrove nel suo Comune ..non tiri in mezzo un lavoro eseguito a regola d'arte, collaudato dall'Enel e dai suoi pignoli tecnici e regolarmente pagato ! Un intervento eseguito male e ripristinato non ha nulla a che vedere con l'accostamento alla vicenda che ha coinvolto la ditta malinconico! Adesso mi venga a dire pure che Malinconico ha corrotto l'Enel per aggiudicarsi l'appalto !!!!
Io non ho fatto nessun accostamento, anche perché non mi interessa il dato giudiziario. Ho solo detto che la notizia dell'arresto di Malinconico ha destato molto clamore nell'opinione pubblica presenzanese - e basterebbe controllare le copie dei giornali venduti in questi giorni, delle rassegne stampa anche dell'Enel e via dicendo - in quanto l'imprenditore di Ailano ha realizzato uno degli interventi infrastrutturali più importanti nella storia di Presenzano, al tal punto che la realizzazione di queste opere fu salutata anche con un manifesto pubblico. Ho aggiunto che l'attività del cantiere non fu affatto tranquilla, diverse furono le contestazioni mosse dai pignoli tecnici dell'Enel all'impresa e c'è una vasta corrispondenza tra Enel. impresa, Comune e Provincia che lo prova. Il fatto più eclatante fu la riapertura dei tracciati della rete fognaria perché, in alcuni punti, la tubazione non rispettava le quote e pochi hanno dimenticato le scene alla New Orleans che si verificarono in località Pozzo. Se poi non è consentito fare la storia dei fatti, la prossima parleremo solo della sagra della pannocchia...
Ricorda sempre che nessun lavoro esce perfetto .. L'importante è poi perfezionarlo anche rimettendoci soldini e alla fine collaudarlo ! Pero in questi frangenti tragici per una economia già carente nella zona e sopratutto per la vicenda umana di un grande imprenditore potevi evitare di scrivere simile commento e generare ulteriore chiacchiera inutile e confusione tra la gente perché ormai di stronzate se ne stanno sentendo tante! Poi perché se aveva così tante notizie precise non hai fatto prima tanta esposizione ! Forse la pannocchia era argomento piu interessante .. Forse poteva indicarci i tanti usi che ne può fare essendo lei così preparato e informato ! La saluto
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