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lunedì 20 maggio 2013

Frate casertano accanto a Papa Francesco a San Pietro

Frate Fabio N ardelli

Ieri durante la celebrazione della messa da San Pietro, accanto a Papa Francesco, c'era  un giovane diacono della provincia di Caserta., il trentenne frate Fabio Nardelli,  originariodi Grazzanise.  Per una forma di riservatezza la notizia non è stata divulgata in anteprima, e dunque la presenza del giovane religioso con il nuovo pontefice è stata accolta con ancora maggiore sorpresa dai fedeli della comunità grazzanisana.
Tra un mese e mezzo fra Fabio sarà consacrato sacerdote ad Assisi, il 29 giugno, ed il giorno successivo celebrerà la sua prima messa solenne. Per quest’evento Grazzanise si sta mobilitando organizzando diversi pullman in partenza per i luoghi del Poverello d’Italia. (Giovanna Pezzera)

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domenica 19 maggio 2013

Oasi dei Variconi laboratorio contro la discriminazione razziale


L'Oasi dei Variconi laboratorio ambientale contro la discriminazione razziale e per l'integrazione sociale.  Ieri mattina centinaia di immigrati e  rifugiati hanno partecipato all'iniziativa "Spiagge pulite: il nostro biglietto da visita", promossa dall'Associazione R.E.S (Rete Elaborazione Sociale) di Castel Volturno, dal centro sociale Ex-Canapificio di Caserta e dal Movimento dei Migranti e dei Rifugiati.
  "Il Movimento dei Migranti e dei Rifugiati  - ha spiegato Mimma D'Amico del centro sociale Ex-Canapificio  - continua a costruire la nuova cittadina a partire da gesti concreti. Gesti come questa manifestazione che ha visto più di 500 immigrati lavorare insieme ad alcuni esponenti di associazioni locali, per  ripulire l'Oasi dei Variconi , teoricamente protetta da convezioni internazionali, ma in realtà lasciata a se stessa da anni.
"Soddisfatto anche Ciro Scocca, presidente dell'Associazione Res, che ha dichiarato: "Eravamo tutti insieme per combattere pregiudizi, indifferenza e razzismo e lavorare per rendere migliori i luoghi più degradati del nostro territorio. Perché anche con la bellezza si combatte la camorra". 
Sempre per quanto riguarda i fenomeni migratori internazionali sul Litorale domitio, martedi 21 maggio,  il Comitato Mondragone Terramia ha organizzato il seminario  “Immigrazione: quale possibile integrazione”. Al centro dell'incontro informativo che si terrà presso il museo civico di Mondragone,  l’operato e le possibili strategie sinergiche delle istituzioni e delle forze dell’ordine. 

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venerdì 17 maggio 2013

Indiano preso a cornate da un toro: è in prognosi riservata

Nel tardo pomeriggio di oggi, a Presenzano, presso una azienda agricola di proprietà di un 57enne del luogo,  Manda SukoduRam, classe 1985, indiano, dipendente regolarmente assunto, mentre effettuava operazioni di pulizia della stalla delle bufale, veniva attaccato da un toro che gli procurava le seguenti lesioni: "trauma poliaddominale con ferita penetrante base emitorace sinistro e posteriore coscia destra in policontuso”. 
L’uomo, prontamente soccorso dal proprietario dell’azienda, veniva ricoverato in prognosi riservata e sottoposto ad intervento chirurgico presso l’ospedale di Caserta. Sul posto sono intervenuti i militari del Comando Arma di Presenzano.

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lunedì 13 maggio 2013

Terremoto, epicentro a nove chilometri da Presenzano

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 è stata registrata alle 14:11 nel distretto sismico Valle Latina. Il sisma, registrato dagli strumenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha avuto ipocentro a 9.1 chilometri di profondità ed epicentro a Sesto Campano, comune di 2331 abitanti della provincia di Isernia, a nove chilometri da Presenzano, primo comune in provincia di Caserta. Infatti la scossa è stata avvertita con particolare intensità a  Pentime, località presenzanese a ridosso della statale Venafrana,  al confine tra Campania e Molise.

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venerdì 10 maggio 2013

Grillini roccani, Anna Izzo come Beppe: Chi non combatte la Casta, fuori dalla lista


Due candidati della lista civica “ Movimento Cedi il Passo” fanno dietrofront dinanzi al nemico, il candidato a sindaco Anna Izzo ne informa l’opinione pubblica.“ Chi non condivide la lotta alla casta, ha il diritto sacrosanto  di  rinunciare alla candidatura- sottoscrive Izzo Anna Candidato a Sindaco per il Comune di Roccamonfina-.   Certamente, però,  non può  permettersi di dettare legge sui progetti che io ed altri candidati della lista  ci siamo   prefissati ( comizi e risposte telematiche). Se un candidato ritiene che una risposta data su Facebook, possa in qualche maniera ledere il suo diritto a trascorrere  una vita sociale in luogo d’aggregazione a lui usuale,   ritengo a mio avviso  che debba andare via immediatamente visto che non si può pensare minimamente di  cambiare il sistema restandosene zitti.  Nel momento in cui i due  rinunciatari della mia lista,  hanno annunciato al mondo l’allontanamento dal Movimento Cedi il Passo, hanno confermato  che forse al momento dell’accettazione della candidatura hanno preso lucciole per lanterne. La paura del giudizio altrui, le pressioni , le maldicenze, le velate minacce ecc. sono il pane quotidiano che viene servito ai candidati di una terza lista. Per contrastare tutto ciò bisogna che i candidati abbiano   coraggio nel portare a termine la campagna elettorale, viceversa se dimostrano di non essere in grado di sopportare l’onda d’urto, fanno bene a  lasciare  la coalizione. 
Nel 1998 essendo candidata alla carica di Consigliere Comunale nelle file di An, fui costretta ad accettare di non partecipare al comizio in Piazza Nicola Amore, per infiltrazioni di un avversario che temeva il mio dire,  oggi che ricopro la candidatura a sindaco non potevo certo permettere ai rinunciatari di dettarmi delle regole tra queste quella di non parlare o scrivere.
Mi dispiace cari candidati avevate la possibilità di ritirarvi in gran stile, ossia nessuno vi obbligava a fare gli attivisti del movimento,  ma avete preferito quella più significativa cosi da non avere problemi con nessuno, bene  vi siete tutelati, noi altri continuiamo la battaglia,  ed anche se dovessi perdere tutti i candidati l’obiettivo che mi sono prefissa lo porterò a termine. Molto meglio essere temerari che fare dietrofront dinanzi al nemico”.     

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giovedì 9 maggio 2013

A volte gli angeli non volano


«Non voglio lasciare in strada un uomo, senza far nulla per lui, per poi dover leggere su qualche giornale la sua triste fine, la mia coscienza non me lo permette».
Lo scorso 18 febbraio nel Pronto soccorso  dell’ospedale S.S. Rosario di Venafro, un medico, il dottor Antonio  De Matteis di Galluccio, l’assistente sociale ed altri operatori insieme alla Croce Rossa, hanno compiuto un atto di pura umanità e professionalità nei confronti di Orazio. Orazio è un uomo senza fissa dimora che vaga per l’Italia da 4 anni,e finalmente ieri dopo tanto tempo sono riusciti a trovare per lui una dimora “protetta”, presso la Casa della Carità a Cassino.
Quasi tutti ci aspettiamo che l’assistenza a persone svantaggiate, senza fissa dimora e con problemi psichiatrici sia effettuata quasi in maniera automatica, secondo protocolli e buon senso. Ebbene non è così semplice, da un lato ci si trova a dover curare fisicamente e materialmente l’utente, dall’altro c’è il rispetto della legge 13 Maggio 1978, n.180 (legge Basaglia)… che sancisce la volontà del paziente stesso di scegliere se farsi curare o meno.L’articolo 2 recita: «…la proposta di trattamento sanitario obbligatorio può prevedere che le cure  vengano prestate in condizioni di degenza ospedaliera solo se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengono accettati dall’infermo e se non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extra ospedaliere ».
Pazienti, utenti, persone, con malattie psichiatriche anche gravi, devono scegliere per  loro stessi se accettare o meno la cura. A volte devono scegliere se fermarsi in un ospedale o se girovagare senza meta dormendo sotto ponti o presso stazioni ferroviarie esposti a pericoli e intemperie. Ecco, sembra quasi un controsenso: da un lato c’è il rispetto della volontà del paziente, dall’altra la sua incolumità fisica e mentale. Deontologicamente si avverte questa discrepanza tra attuare un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e quindi salvaguardare la salute del paziente, dall’altro rispettare anche la volontà di non farsi curare. Bisogna tenere presente che molti utenti, anche psichiatrici, non distinguono ciò che è bene da ciò che è male per loro; molte volte anche noi pazienti “normali”abbiamo serie difficoltà nello scegliere le cure adatte. Il punto sta nel fatto che un utente con capacità cognitive “normali”, spesso si lascia consigliare dal medico che prescrive ciò che è meglio… Credo che valga, rispetto alla bilancia legale, il criterio del buon senso rispetto a quello della norma. Molte volte capita che si lascino andare questi utenti…trovando nella “Chimera della libertà e volontà”…la risposta a mancate azioni di tutela dovute alle sempre più scarse  risorse economiche, dove il prodotto di questa politica, genera, appena fuori dalla nostra porta, “Gli invisibili” della società… (Monica Lautieri)

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